LA “BICICLETTA SMATERIALIZZABILE”
 

LA CINGHIA MEGADYNE PERMETTE LA REALIZZAZIONE DI UN PROGETTO D’AVANGUARDIA.

 

MEGADYNE è lieta di portare a conoscenza dei propri Clienti l’ultimo campo di applicazione delle sue cinghie sincrone, la trasmissione di una specialissima bicicletta ultra-pieghevole e ultraleggera.

 

Realizzata dallo studio di Alessandro Belli, designer di vasta esperienza internazionale, da diversi anni impegnato in una pionieristica area di ricerca sul tema della “bicicletta smaterializzata”.

La ricerca iniziale, che ha meritato anche un premio Philip Morris Scienza e Tecnologia, è stata in parte finanziata dal programma LIFE dell’Unione Europea, che sostiene le innovazioni capaci di apportare benefici ambientali.

 

Nella foto: il Commissario Europeo all'Ambiente Margot Wallstroem che usa il prototipo in una conferenza stampa, alle sue spalle, l'Ingegner Alessandro Belli, ideatore del progetto.

 

 

Questo progetto, nome in codice: “Progetto Veicolo Minimo”  (www.minimalvehicleproject.com), crea le condizioni per una

nuova promettente applicazione della cinghia sincrona nel mondo del velocipede, ma siamo anche orgogliosi di dire che le nostre cinghie hanno contribuito a rendere realizzabile il progetto, con una trasmissione leggera, pulita e superbamente performante, in linea con il particolare carattere di un veicolo ultramoderno, completamente realizzato in materiali sintetici e che introduce una modalità inedita di muoversi in città.

 

Questo progetto ha aperto una prospettiva su una problematica tutta particolare: perché fin'ora non si vedevano biciclette con la trazione a cinghia, se non in rarissimi casi ed a livello di prototipo?

Perché le caratteristiche di pulizia, durata e leggerezza di questa trasmissione erano  precluse all’ambito ciclistico?

Questo accadeva per più ordini di motivi. Per prima c'era la questione del cambio: le biciclette “cambiano marcia” deragliando la trasmissione; poi la questione della struttura economica del mondo ciclo, che richiedeva impiego di componenti standard, quale il caso dei telai col triangolo posteriore chiuso, dove le cinghie non passano.

 

 L’obiettivo, ambiziosissimo, dei progettisti era quello di rendere realisticamente fattibile un’idea tanto favoleggiata: una bicicletta “smaterializzabile” per la mobilità “intermodale” in ambito urbano, e più in particolare come “estensore di raggio” per l’auto. Intermodale nel gergo degli esperti di trasportistica e dei pianificatori urbani significa combinare più mezzi nello stesso viaggio (bus, auto, treno ecc. invece di un solo mezzo da punto A a punto B).

Scopo finale: estendere il raggio d’azione dell’automobilista sempre più bloccato da code, parcheggi, zone pedonali e parcheggi a pagamento. Si potrebbe in tal modo costruire un nuovo capitolo nella storia della bicicletta.

 

Il “Veicolo minimo” può anche essere visto come un “modulo mobilità” 

ed un denso concentrato di tecnologie  che appare come una “bicicletta”.

Un minimo di materiale aggiunto al corpo umano, quattro chili che ne moltiplicano la velocità dai 3 km/h (passeggio leggero) ai 15 km/h (pedalata leggera) a parità di potenza impiegata (70 W), estendendo di 25 volte l’area raggiungibile facilmente senza mezzi a motore.

 

L’obiettivo è stato raggiunto combinando varie “strategie progettuali” diverse; da una parte, è stata studiata una “struttura reticolare pretensionata” che funziona secondo il principio della “tensegrity” e permette di ridurre al minimo il materiale usato (soli 4 Kg totali!); dall'altra, è stata studiata una robotica di apertura e chiusura automatica, cugina dei carrelli di atterraggio, degli hardtop scomponibili delle moderne cabrio e dei sistemi di estensione dei pannelli solari dei satelliti;  infine, si è programmata una produzione tutta giocata sulle tecnologie più avanzate, quali tecnopolimeri e leghe aeronautiche, come nei migliori articoli sportivi.

 

Oltre al prezioso supporto di MEGADYNE  S. & D., col suo team di tecnici  e ingegneri, il progetto è stato realizzato grazie anche all’assistenza della Celanese-Ticona (polimeri speciali per i settori automotive e aerospaziale) e di altri partners tecnologici, tra cui Pirelli per gli speciali pneumatici tubeless.

 

MEGADYNE è quindi contenta di partecipare alla “trasmissione” di questo “moto rivoluzionario” per liberare la bicicletta dalle proprie catene e ci auguriamo che essa possa ripagarci degli sforzi impiegati rendendoci tutti un po’ più mobili e snelli ed aiutandoci a vivere in un ambiente meno inquinato.

 

 

 

 

 

 
 
 

 
 
  [ 1 ]  [ 2 ]  [ 3 ]  [ 4 ]  [ 5 ]  [ 6 ]  [ 7 ]  [ 8 ]  [ 9 ]  [ 10 ] 11 [ 12 ]  [ 13 ]  [ 14 ]  Senza impaginazione